Perché NON devi investire denaro sul mercato finanziario

Non sono diventato pazzo e non ho cambiato lavoro.

Sono sempre un consulente finanziario, e mi occupo di investimento di capitali.
Ma voglio rispondere una volta per tutte a una delle domande che sempre più spesso mi viene fatta.

Sono un imprenditore.
Ho una somma di denaro.
E’ sufficiente per diventare tuo cliente?

Continuando a leggere, scoprirai quando, come e con quali cifre devi iniziare a investire.


Sono di rientro da quello che si può considerare, senza alcun dubbio, il miglior corso di formazione marketing e business d’Europa (con Frank Merenda e Jay Abraham – http://marketingmerenda.com/)

marketingmerenda

Una delle pepite d’oro, disseminate qua e là durante la 4-giorni di corso, è stata questa.

Un imprenditore deve investire capitale proprio in azienda. Investire denaro sul marketing dell’azienda.

Potenziare, con il capitale proprio e con l’utile generato, gli strumenti e i canali di marketing dell’azienda.

Investire, e reinvestire, sulla propria azienda.

Non comprare la fuoriserie al primo odore di utile.
Non regalare il diamante all’amante al primo successo della propria campagna di marketing.
Non pensare di “essere arrivato” al primo bilancio positivo, magari generato dal fattore “culo” (circostanze positive o poste straordinarie, si direbbe).

Allo stesso modo, se sei un imprenditore successo (o vuoi diventarlo) non è una scelta corretta investire sui mercati finanziari una cifra inferiore a 100.000 €.

E’ decisamente meglio reinvestire in azienda.

Continua a leggere per scoprire perché.

La prima causa del malessere (finanziario) delle imprese italiane.

Non parlerò dei problemi di marketing, gestione aziendale o di cash flow.
Non ho nessuno titolo per farlo, e non lo farò.

Ma posso parlare della gestione finanziaria, questo sì.
In termini semplici e comprensibili, e per la parte che più si avvicina alla mia specializzazione di consulente finanziario per patrimoni personali.

Non sono un commercialista (e non voglio esserlo).

Uno dei problemi più grossi è la “sotto-capitalizzazione” delle aziende italiane.

In realtà, le 3 cause di malessere principale sono:

  1. la sotto-capitalizzazione
  2. la sotto-dimensione
  3. il sovra-indebitamento (nel breve termine) Sono 3 cause correlate.

Ti spiego in breve, con dei numeri:

Cosa vuole dire che le imprese italiane sono sottodimensionate?

Significa che solo lo 0,8% circa del totale delle imprese italiane ha più di 50 milioni di fatturato.
Solo lo 0,50% circa ha tra 10 e 50 milioni di fatturato.
Solo il 4,6 % circa è nella fascia tra i 2 e i 10 milioni di fatturato.

“Le imprese italiane sono micro-imprese Il 94% del totale delle imprese italiane ha meno di 2 milioni di euro di fatturato” (dati ISTAT)

L’Italia è una nazione di Micro Imprese, non di Piccole-Medie Imprese.

Cosa vuol dire che le imprese italiane sono sovraindebitate (a breve termine)?

Significa che, vista la ritrosia di investire capitale proprio e personale, in azienda, c’è un solo modo di reperire denaro per la salute dell’azienda.

Indebitarsi verso le banche.

O meglio, ci sarebbero altri modi.

Come l’indebitamento verso obbligazionisti (privati che prestano denaro all’azienda dietro il pagamento di un’interesse) o l’emissione di azioni societarie (a privati che versano denaro in azienda, diventando soci di capitale).

“Le imprese italiane non hanno alternative ai debiti bancari ” Le soluzioni di debito non bancario o aumento di capitale NON sono riservate alle micro-imprese, ma alle medie imprese (l’1% del totale imprese italiane)

Non andrò a fondo su questi 2 problemi  (sovraindebitamento e sottodimensionamento).

Non è la mia specializzazione.

Conosco il fenomeno e te ne posso parlare, ma preferisco in questi casi collaborare con chi ne ha fatto la sua specializzazione (gestione aziendale, gestione fiscalità internazionale, gestione credito ecc.)

Ma qualche parola sul perché le imprese italiane sono sottocapitalizzate (e cosa comporta) le posso spendere.

Un imprenditore deve investire capitale proprio in azienda.
Investire denaro sul marketing dell’azienda.
Potenziare, con il capitale proprio e con l’utile generato, gli strumenti e i canali di marketing dell’azienda.

Il marketing è stato concepito come una roba teorica, astratta, creativa.

Niente di più sbagliato.

L’imprenditore è un esperto di marketing che sa leggere un bilancio. 

Frank Merenda

Questo, in Italia, non è mai successo e non succede neppure ora.

Gli imprenditori sono ricchi, ma le imprese sono povere (e indebitate)

Gli italiani sono tra i più ricchi al mondo.
Le persone fisiche residenti in Italia possiedono una ricchezza enorme.
Divisa tra immobili, denaro liquido e investimenti.

Capisco che se soffri la crisi o la tua ricchezza finanziaria non cresce più da anni, puoi storcere il naso di fronte a questa affermazione così forte.
Ma è così, e non è una mia opinione.

Qualche numero?

1. L’Italia è tra le nazioni con il rapporto tra ricchezza netta e PIL più alto.

RicchezzafamigliesulPILItalia

2. L’Italia è tra le nazioni con la ricchezza media più elevata al mondo
(256.000 dollari pro-capite)

3. L’Italia è tra le nazioni con la ricchezza mediana più elevata al mondo
(142.000 dollari pro-capite)

(Per ricchezza mediana siamo terzi al mondo. Significa che la ricchezza è ben distribuita tra la classe media, non ci sono tantissimi Paperon de’ Paperoni che falsano le statistiche) 

Fonte: Credit Suisse Global Wealth Report

4. I forzieri delle banche italiane continuano a riempirsi di denaro depositato (non investito)

RicchezzaItaliana

Per contro, invece, le aziende italiane hanno pochissimo capitale proprio.

Quindi, la situazione è questa:

Patrimoni personali dell’imprenditore molto elevati, e capitali aziendali inesistenti perché “falsamente versati” (cit.) di 10.000 €.


L’azienda è una macchina che va alimentata a denaro.
Non è corretto distrarre risorse dall’azienda per alimentare il capitale personale.
Non subito, e non completamente, almeno.

Purtroppo, nel 99% dei casi, non sapresti neppure come investire con profitto questa ricchezza che l’azienda sta iniziando a creare.

Immobili? Ne ho già parlato tanto, leggi qua ==>  https://protezionefinanziaria.com/murato-vivo-investimento-immobiliare/
Titoli di Stato? Se vuoi investire con la sicurezza di perdere denaro (anche se poco), è la soluzione migliore.
Banca di fiducia? Anche se la tua banca non fallisce, puoi essere certo che i tuoi interessi verranno sacrificati per gli interessi della banca.

Come devi considerare l’investimento in azienda?

L’investimento in azienda, nella tua attività reale, ha un suo ROI (Return of Investment).
E’ il rendimento dell’investimento del tuo capitale nella tua azienda.

Non è facilmente calcolabile come il rendimento di un investimento finanziario, ma devi essere in grado di calcolarlo.
E’ la tua azienda, non la mia.
Fatti aiutare da un bravo commercialista nel far questo.

Quando investi del denaro in azienda, lo fai per avere un guadagno. Per acquisire nuovi clienti, fare nuove vendite, aumentare la produzione e così via.

Nessun investimento finanziario, immobiliare o bancario potrà mai avere il rendimento potenziale di un investimento in azienda.

Nessuno!

“Regola importante ” I soldi si fanno con le aziende.
La ricchezza si crea con l’investimento in azienda.
Non con gli investimenti sui mercati finanziari.

Arriverà il momento di investire sui mercati finanziari.

Per proteggere e far crescere il patrimonio.

Il momento di consolidare i profitti ottenuti nel business e trasformarli in patrimonio personale.

Ma se questo viene fatto troppo presto, prima che l’azienda sia ormai un organismo robusto e quasi auto-sufficiente, si rischia di bloccare sul nascere la creazione di valore aziendale.

Questi consigli, capisci bene, vanno contro il mio interesse personale di breve termine.

Sono l’unico consulente finanziario che ti racconta le verità più scomode, in “conflitto di interessi” con sé stesso!

Ma non voglio raccontare balle solo per chiudere qualche contratto in più.

Voglio dirti come stanno realmente le cose.

Quando, come e quanto devi iniziare a investire

Ricevo ogni giorno almeno 2 richieste di consulenza di investimento.
Sui social network, sul blog o di persona.

Ti darò ora delle informazioni di inestimabile valore.
Le puoi approfondire chiedendomi ulteriori informazioni sulla mia pagina Contatti.
Non le sentirai da nessun consulente finanziario, mentre in banca non sanno neppure di cosa parlo)

Se sei un imprenditore e un professionista…
… sei giovane e la tua azienda è sulla rampa di lancio
… e non hai ancora un capitale di almeno 100.000 € a disposizione,

NON devi investire

  • Non ho detto che non devi informarti sulla corretta gestione del denaro.
  • Non ho detto che non devi cercare di saperne di più su cosa significa investire e come funziona la vera consulenza finanziaria.
  • Non ho detto che non devi imparare ad affrontare i pericoli finanziari che possono uccidere nella culla il tuo giovane capitale.

Ho detto che non devi investire denaro sui mercati finanziari. Non è ancora il tuo momento.

Le tue reali priorità sono diverse e vanno ben oltre la domanda:

Ho una somma di denaro. Come mi consigli di investirla? 

Queste priorità sono le fondamenta del mio Sistema di Investimento.
Ne parlo in modo più approfondito durante i miei eventi formativi ma informali di Protezione Finanziaria.

Te ne ho elencate 3.

1. Assicurati 

Regola1

Sono sicuro che non hai idea delle conseguenze catastrofiche sulla tua azienda, sul tuo reddito e sulla tua famiglia se ti succede qualcosa di imprevisto e spiacevole.
Nel gergo da assicuratore si chiama “proteggere il capitale umano”.
In parole povere si dice:
se schiatti, diventi invalido o ti viene una malattia (fai tutti gli scongiuri italioti del caso), la tua azienda, il tuo reddito e la tua famiglia non devono essere distrutti finanziariamente.

In questi casi, sai in quanto tempo brucerebbero i tuoi 50.000 € che volevi investire allegramente sui mercati finanziari?

2. Risparmia e Investi periodicamente 

Se non hai un capitale degno di nota oggi, conosco un solo modo per averlo domani.
Iniziare a costruirlo oggi.
Risparmiare non ha nulla a che vedere con il tour dei discount per trovare le offerte migliori o aspettare i saldi o le liquidazioni totali per rinnovare il guardaroba.

Cosa significa RISPARMIO Non spendere immediatamente una parte del proprio reddito, ma decidere di spenderla domani. Decidere di spenderla domani, con più soddisfazione. Perché il risparmio di oggi, unito al risparmio di ieri e potenziato con i guadagni rendimenti può dare più soddisfazione

Ma nel momento stesso in cui risparmi, devi subito investire periodicamente. In azienda, per la maggior parte. Per il tuo capitale, per la parte residua.

Con il tuo flusso di reddito, puoi fare solo due cose:

  • spenderlo. E otterrai un guadagno emotivo immediato (o almeno spero, sennò cosa spendi a fare?)
  • investirlo. E otterrai un guadagno emotivo futuro

Gli analfabeti finanziari e “tuo cuGGino” ti avevano insegnato un’altra cosa:

Non spendere e non investire ma accumula e accantona sul conto o sul libretto di risparmio.
Perché “non si sa mai”, o solo per il gusto di vedere  il saldo del tuo conto corrente che cresce. 

Non ascoltarli più.

“Vai a lavorare”

Concentra le tue energie sulla tua azienda e sul tuo lavoro.
Non sulla ricerca delle migliori soluzioni di investimento, o su fantomatiche e irresistibili opportunità di guadagno facile (sono truffe, caro mio, mi dispiace infrangere i  tuoi sogni di gloria finanziaria).

Per investire soldi veri ci sarà tempo.

Se sei un imprenditore, hai il budget necessario e vuoi pianificare una strategia di investimento corretta e sostenibile, compila il form disponibile su questa pagina.

https://protezionefinanziaria.com/contatti/

Se vuoi comunque continuare a leggere i miei articoli ed essere sempre aggiornato sui miei eventi e aggiornamenti:

Alla tua sicurezza finanziaria.

Luca

10 Comments

  1. Ornella Pesenti 3 maggio 2016 Reply
    • Tiziano Ena 3 maggio 2016 Reply
    • Luca Lixi 3 maggio 2016 Reply
  2. paolo rossetto 3 maggio 2016 Reply
  3. Andrea Bignamini 5 maggio 2016 Reply
  4. Maurizio 2 giugno 2016 Reply

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