Vuoi evitare anche tu di finire murato vivo dal tuo investimento immobiliare?

“Il mattone non tradisce mai”.

Quante volte ti è capitato di sentire questa cantilena?

Magari l’hai sentita da un agente immobiliare o da un imprenditore edile mentre decantava le qualità dell’appartamento che voleva rifilarti, non è vero?

L’investimento immobiliare, in Italia, è sempre stato considerato come una sicurezza, una garanzia e un investimento privo di rischio.

“Dal dopoguerra in poi, l’investimento immobiliare è sempre stato in cima ai pensieri degli italiani.”  Sia nel momento di scegliere un obiettivo di risparmio.

Sia nel momento di scegliere come investire i propri soldi

Era una bestemmia e rischiavi di  venire condannato al rogo come eretico se ti azzardavi a mettere in dubbio la bontà dell’investimento immobiliare:

  • Negli anni ‘50-‘60 del miracolo economico
  • Negli anni ‘70-‘80-’90 della spesa pubblica folle del posto di lavoro sicuro (spesso statale)
  • e sino a metà anni 2000, epoca della bolla dei “mutui facili” e dell’immobiliare per tutti

Dopotutto, un immobile è un bene tangibile, che puoi toccare con mano e vedere con i tuoi occhi tutti i giorni.

Puoi tranquillamente dire con fierezza ai tuoi amici che hai acquistato una nuova casa per investimento, mentre è meno comune raccontare agli amici e ai parenti che hai investito 300.000 € in uno strumento finanziario.

Nessuno infatti ti dirà mai che hai fatto un grosso errore, ma riceverai solo stima sociale, complimenti e frasi del genere:

  • “Tanto prima o poi si rivaluta”
  • “Lo rivendi quando e come vuoi, una casa così è un assegno circolare”
  • “Ti paghi il mutuo con l’affitto”
  • “Alla fine del mutuo, la casa rimane tua.”

Ma è proprio così?

L’Italia è tra i paesi con il più alto tasso di proprietà  di immobili al mondo.

Questo è il risultato dell’ultima indagine statistica di Banca d’Italia.

Ricchezza2013Italia

 

L’indagine e il grafico ci dicono che:

  • quasi i 2/3 della ricchezza complessiva italiana è in immobili o terreni
  • oltre i 3/4 della ricchezza complessiva sono tra immobili, terreni e liquidità su conto corrente.

“Se l’Italia non cresce da anni è anche per questo motivo.Gran parte dei capitali è accumulata in strumenti non produttivi come immobili, terreni, conti correnti e libretti postali.

Non in partecipazioni societarie, titoli di capitale (azioni) o di debito (obbligazioni) di aziende che producono e generano ricchezza.

Non sono né un politico né un economista, e non mi interessa diventarlo.

Nel mio blog e nel mio lavoro quotidiano, mi rivolgo a clienti in carne ed ossa, non a esempi astratti o statistici.

La convinzione che affidare TUTTI i propri risparmi (e, qualche volta, sacrificare tutta la propria capacità di indebitamento) nell’investimento immobiliare sia un errore nasce proprio dalle consulenze e dalle richieste di aiuto strategico di questi anni.

Tra l’altro, questo modo di pensare, questo mantra che viene ripetuto da generazioni, non è presente in nessun paese paragonabile all’Italia (per cultura, per ricchezza e per storia)

Si calcola infatti che l’80% dei residenti in Italia ha un immobile di proprietà.

Percentuali simili, o ancora maggiori possiamo trovarle:

  • Nell’ex blocco sovietico (Russia, Ungheria, Polonia e Romania)
  • Kazakhistan, Cina e Venezuela
  • Singapore, Filippine e Tailandia

Owner-Occupied Units in Urban Areas.jpg
[Fonte: “Owner-Occupied Units in Urban Areas” by HOFINETOwn work. Licensed under CC BY 3.0 via Wikimedia Commons.]

BoratKazakhistan

Kazakhistan?

Venezuela?

Romania?

Cina?

 

 

Gran parte dei nostri compagni in questa classifica non sono noti per la libertà economica, la libertà di impresa e per il benessere del ceto-medio alto, non trovi?

A questo punto, la domanda sorge spontanea:

Se consideri:

  • l’altissimo numero di italiani che già hanno una casa (o la erediteranno entro 10 anni)
  • l’altissimo numero di immobili presenti nel mercato degli affitti
  • il basso tasso di incremento demografico (nascono pochi bambini)

A chi pensi di affittare, nei prossimi 10 anni, il tuo fantastico immobile che hai deciso di acquistare come investimento?

Continua a leggere l’articolo.

Scoprirai i 3 falsi miti e i 3 difetti principali che rischiano di fare del tuo investimento immobiliare il peggior investimento della tua vita.

In più, saprai come calcolare in modo matematico la rendita del tuo investimento immobiliare (e scoprirai come può essere sorprendentemente bassa).

I 3 FALSI MITI DELL’INVESTIMENTO IMMOBILIARE

FALSO MITO NUMERO 1 – I PREZZI DELLE CASE AUMENTANO SEMPRE

Ti hanno sempre raccontato che i prezzi delle case (sia prima casa che casa da investimento) crescono sempre.

Ed effettivamente è stato così, sino a metà degli anni 2000.

L’Istituto Indipendente di Studi e Ricerche “Scenari Immobiliari”, nella sua ricerca Mercato residenziale italiano dal 1980 a fine 2011, ha calcolato che tra il 1980 e il 2011, un immobile residenziale poteva aumentare il suo valore (NOMINALE, non REALE) sino a 6 volte.

L’aumento del valore reale – quindi ripulito dall’inflazione che, non so se ti ricordi, negli anni ’80 è arrivata al 20% – ha comunque portato un buon rendimento (niente di strabiliante come hai sempre pensato, ma comunque interessante)

Quel mondo, dopo la recente crisi (prima finanziaria e poi economica), è stato spazzato via e, inutile dirlo, non tornerà mai più.

La FIAIP (associazione di categoria agenti immobiliari), nel Rapporto 2014, ha rilevato un calo medio annuo dei prezzi degli immobili del 10,3% in un anno.

Nel 2013 non era andata meglio, con un bel -12,5% (fonte: Comunicato Stampa FIAIP)

Magari va meglio per gli immobili non residenziali (quindi capannoni, uffici e negozi)? Neanche per idea.

Negozi: -17,44% nel 2013, -14,58% nel 2014

Uffici: -17,42% nel 2013, -14,82% nel 2014

Capannoni: -18,66% nel 2013, -16,50% nel 2014

“Ricorda che questi sono dati di un’associazione di categoria di agenti immobiliari. ” Avrebbero tutto l’interesse possibile a divulgare ottimismo, fiducia e una ripresa delle quotazioni.

Non sono dati divulgati da chi propone investimenti alternativi a quelli immobiliari (come investimenti finanziari).

E’ proprio brutta la realtà, eh?

L’ISTAT ha stabilito, dal 2007, un calo medio del 20% nei prezzi degli immobili e che il calo non ha ancora toccato il fondo. [Puoi leggere qui l’articolo completo de “IlSole24Ore”]

Sei proprio certo che il mercato immobiliare (che ha un ciclo completo molto più lungo di qualunque ciclo finanziario) sia pronto per un nuovo aumento delle quotazioni?

  • con i giovani (spesso figli unici) che vivono in casa con i genitori sempre più a lungo?
  • con i contratti di lavoro sono sempre più precari (addio mutuo)?
  • con le banche sono sempre meno disponibili ad erogare mutui, perché si stanno ancora leccando le ferite per le sofferenze bancarie sui mutui 2004-2009?

Forse sì.

Forse no.

E’ sicuramente un rischio.

E se esiste questo rischio, perché ti ostini a considerare il mattone come un investimento sicuro?

FALSO MITO NUMERO 2 – IL MATTONE E’ UNA SICUREZZA

Sicurezza di che tipo?

L’Italia è la capitale mondiale della ricerca di sicurezza a tutti i costi.

Ancora oggi, le posizioni di lavoro più ambite dai giovani più brillanti sono quelle da dipendenti statali, o al massimo in qualche grossa società para-pubblica, come le Ferrovie.

Quando viene indetto un nuovo concorso pubblico, o una selezione in una grossa azienda, la fila di persone che vogliono ricoprire quel ruolo (qualunque esso sia) è chilometrica.

In un clima economico così incerto, può sembrare apparentemente una sicurezza  il “posto fisso” o “un tetto in cui vivere”, ma in realtà non è così.

Ti avevo detto di non essere un politico o un economista.

Ma questa maniacale ricerca del “posto fisso” è un altro dei motivi per cui l’economia italiana è stagnante da anni!

La scorsa estate ho trascorso le vacanze con un mio caro amico ed ex-collega di università.

Per motivi di lavoro, ha trascorso gli ultimi 10 anni tra USA, UK e altri paesi di cultura anglosassone.

Durante una delle nostre discussioni, mi ha raccontato come questa vecchia mentalità sia oramai diffusa solamente in Italia.

Il processo mentale tutto tricolore è questo:

  1. PRENDI LA LAUREA – in quanti anni non importa
  2. TROVA UN POSTO FISSO – statale, se possibile
  3. COMPRA CASA – anche con un mutuo di 30 anni, perché no
  4. ASPETTA LA PENSIONE – che sarà misera, ma questa è un’altra storia

Ehy! Siamo nel 2015! Non funziona più così!

La maggior parte dei miei clienti preferisce destinare una parte delle proprie risorse e del proprio patrimonio per il futuro dei propri figli.

L’idea di fondo è eccellente, ed è oggi il principale motivo di risparmio.

Comprare una casa per tuo figlio è l’investimento PEGGIORE che tu possa fare.

Secondo te, tuo figlio oggi neonato o bambino, tra 20 anni, preferirà:

  • Una casa vecchia di 30 anni oppure un capitale per studiare nelle migliori università mondiali?
  • Un immobile da ristrutturare oppure un capitale per intraprendere una nuova attività?
  • Un appartamento in periferia (si, lo so che quando l’hai acquistata non lo era ma poi si è popolata di extracomunitari) oppure un capitale per vivere a Singapore con la fidanzata australiana conosciuta durante l’Erasmus in Lituania?

Vorrà comprare una casa vicino a quella di famiglia?

Nessun problema!

Avrà in ogni caso il capitale necessario per poterlo fare!

Sei ancora sicuro che l’investimento immobiliare sia una sicurezza così grande per te, per i tuoi figli e per la protezione dei tuoi risparmi?

FALSO MITO NUMERO 3 – VENDO QUANDO VOGLIO

Vendere una casa richiede tempo, risorse e attenzione.

Se ti trovi nella condizioni di aver bisogno di liquidità (perché ti si è presentato un nuovo affare oppure perché semplicemente hai bisogno del denaro liquido sul conto corrente) l’investimento immobiliare che hai sempre considerato come sicuro può rivelarsi un vero incubo.

Uno studio congiunto dell’Agenzie delle Entrate, Banca d’Italia e Tecnoborsa ha quantificato in quasi 10 mesi I il periodo di tempo medio che passa tra l’affidamento dell’incarico e la vendita.

tempidivenditaimmobili

Questo dato peggiora trimestre dopo trimestre.

A fine 2008 erano necessari 6,7 mesi per vendere casa (vai a pagina 19 dell’inchiesta 2008)

In 7 anni, occorre quasi il 50% del tempo in più per vendere la propria casa

“Ricorda che è un dato medio!” Ci saranno infatti degli immobili con un ottimo mercato (zone di pregio, con un’ottima rendita ecc.) che si vendono in 2 mesi, e immobili che restano tristemente negli annunci delle agenzie immobiliari per anni… ribasso dopo ribasso…

Non puoi aspettare 10 mesi perché ti occorre la liquidità?

Sei costretto a svendere con uno sconto del 20% (su un prezzo già ridotto del 30% negli ultimi 8 anni) 

Non vuoi svendere perché nella tua testa conosci il prezzo giusto?

Ti tieni l’immobile sul groppone per anni, continui a pagarci sopra le imposte, i costi di manutenzione e gli interessi sul mutuo. 

Bella prospettive, no? Non esistono alternative.

Siamo a metà articolo! Tieni duro e arriva sino alla fine della puntata, ho preparato per te altri contenuti di valore.

Abbiamo sfatato i 3 falsi miti di cui avrai sicuramente sentito parlare anche tu, e sono:

  1. I PREZZI DELLE CASE AUMENTANO SEMPRE
  2. IL MATTONE E’ UNA SICUREZZA
  3. VENDO QUANDO VOGLIO

Non avevi mai pensato che potessero essere così FALSI, vero?

Se vuoi aggiungere qualcosa e chiedermi qualche chiarimento, lascia un commento alla fine dell’articolo!

Ma quali sono invece i 3 difetti principali che possono far diventare una gabbia il tuo investimento immobiliare?

I 3 DIFETTI PRINCIPALI DELL’INVESTIMENTO IMMOBILIARE

DIFETTO NUMERO 1 – INVESTIMENTO INIZIALE ALTO

Le case costano ancora troppo.

Le spese legate all’acquisto di un immobile sono elevate (notaio, agenzia immobiliare, imposte), e incidono fortemente sul rendimento futuro del tuo investimento.

“Prova a calcolare il numero di anni di stipendio necessari per l’acquisto di una casa.”

Negli anni 70, per acquistare una casa, era sufficiente destinare circa 7 anni di stipendio al sogno di acquistare casa.

Oggi, gli anni di stipendio da sacrificare sono diventati addirittura 18

[considerando un un’abitazione media, 90 metri quadrati in zona semicentrale di una grande area metropolitana. Clicca qui per leggere l’articolo del Corriere.it]

So bene che questo non può essere un dato preciso, vista la differenza di:

  • valori immobiliari da città a città
  • stipendio da tenere in considerazione
  • tipologia immobile

Non essere pignolo.

Però le statistiche dicono questo.

Gli stipendi, come anche i redditi di un imprenditore autonomo o un libero professionista, sono cresciuti meno della metà rispetto alla crescita dei prezzi degli immobili.

Sei d’accordo?

Sei proprio sicuro che la cifra che utilizzerai per acquistare l’immobile non vada a prosciugare tutti i tuoi risparmi e ad impegnare la maggior parte dei tuoi redditi futuri, oltre ogni logica?

La domanda è: ne vale proprio la pena?

DIFETTO NUMERO 2 –  COSTI, COSTI, ANCORA COSTI

Lo sai benissimo.

Se acquistare un immobile ha dei costi elevatissimi (nell’esempio che trovi sotto li scoprirai per filo e per segno), mantenere un immobile ha dei costi ancora più elevati.

I costi sono talmente tanti che, per fare ordine, devo dividerli per categorie:

TASSE SUGLI IMMOBILI

In un recente dossier, Confedilizia ha stimato che dal 2011 al 2014 le imposte locali sugli immobili (ICI, poi IMU e TASI) sono quasi triplicate, passando da 9 miliardi a 25 miliardi di euro.

L’aumento è stato del 178%

Ti voglio ricordare inoltre una cosa.

“Queste tasse (che si chiamano imposte, ma lasciamo perdere per semplicità) sono di NATURA PATRIMONIALE.”

Significa che colpiscono i tuoi immobili ANCHE SE non hai ottenuto un reddito! [/st_box]

L’imposta patrimoniale:

  • Colpisce il tuo immobile anche se, al momento, non lo stai affittando.
  • Colpisce il tuo immobile anche se il tuo inquilino è indietro con i pagamenti di qualche mese.
  • Colpisce il tuo immobile solo perché è di tua proprietà.

COSTI DI MANUTENZIONE IMMOBILE (ORDINARIA E STRAORDINARIA)

Adoro le statistiche.

Aiutano a fotografare con distacco e “dall’alto” la realtà che ci circonda.

Stavolta ci viene in auto Federconsumatori, che ha calcolato che i costi legati:

  • al pagamento delle rate del mutuo
  • alle spese di condominio
  • alle utenze (luce, gas, telefono, acqua, tv via cavo)
  • ancora al fisco (stavolta impersonificato dalla creatura mitologica chiamata TARES)

portano a 14.000 € il COSTO MEDIO ANNUO DI MANTENIMENTO DI UN’ABITAZIONE DI RESIDENZA.

COSTI IMPLICITI

Va bene.

Finora non ti ho raccontato nulla di nuovo.

Che le tasse, i costi per l’energia e i costi di mantenimento aumentano sempre non è questa grande novità.

Ho preferito comunque buttare sul tavolo delle affidabili indagini statistiche.

Ma la parte più dolorosa deve ancora venire.

I costi più faticosi da sostenere, perché subdoli e difficili da quantificare sono altri.

Ti è mai capitato di dover intervenire con URGENZA su un immobile che hai affittato perché:

  • si è rotta la lavatrice
  • non funziona più lo scaldabagno
  • si è formata la muffa in una stanza

Forse non te ne accorgi, ma stai sostenendo un doppio costo:

  1. il costo economico della sostituzione/riparazione/intervento
  2. il costo implicito del tuo tempo che hai dovuto dedicare a chiamare l’idraulico/acquistare l’elettrodomestico/intervenire personalmente.

Secondo me… il secondo costo è ancora più fastidioso!

Può essere considerato razionale, intelligente e comodo un investimento che:

  • ti porta a trascorrere il sabato pomeriggio da Euronics in mezzo alle lavatrici…
  • ti fa fischiare le orecchie dalle bestemmie dei tuoi inquilini che non possono fare una doccia calda perché il tuo scaldabagno del 1971 ha deciso di salutarti?

Io dico di no!

DIFETTO NUMERO 3 – DIVERSIFICAZIONE = 0

Una delle prime regole di un buon investimento (immobiliare e non) è la diversificazione.

Il Premio Nobel per l’economia Harry Markowitz ha coniato una frase per descrivere il rischio del non diversificare:

“Non mettere mai tutte le uova nello stesso paniere”

E’ una semplice regola di buon senso, non occorre un master alla Bocconi o una laurea ad Harvard per essere d’accordo.

Investire il proprio patrimonio in un’abitazione (o in più abitazioni) è un pessimo investimento da questo punto di vista, perché non rispetta questa regola base.

  • Sei completamente esposto al rischio di un solo mercato (quello immobiliare)
  • Sei completamente esposto al rischio di un solo paese (quello italiano)
  • Sei completamente esposto al rischio di un solo strumento (stesso edificio o stessa città)

Non sto parlando dei grossi investitori immobiliari, con patrimoni di decine di milioni di euro ben diversificati:

  • tra appartamenti di pregio e immobili commerciali
  • nelle zone più prestigiose delle principali città europee

Sto parlando del piccolo investitore, convinto di aver fatto l’affare della vita acquistando 4 appartamenti nella periferia di una qualunque città italiana.

No, non è l’affare della vita, mi dispiace.

COME CALCOLARE LA RENDITA DI UN INVESTIMENTO IMMOBILIARE

Ti ho preparato un esempio concreto e completo per calcolare in modo preciso il rendimento del tuo investimento immobiliare.

Supponi di avere un budget di 500.000 €, e di voler comprare un immobile per affittarlo in seguito.

Fai una ricerca immobiliare, e trovi un trilocale a Milano (in zona Loreto) a 450.000 €

immobileviapalestrina

Ottimo! Il prezzo sembra buono, la casa è ben rifinita, hai anche risparmiato 50.000 €!

Ricorda però che devi pagare:

  • Agenzia immobiliare (un 3 %, stiamo bassi) ==> 13.500 €
  • Notaio (ti fa una tantum perché hai fatto tanti affari con lui) ==> 6.400 €
  • Imposta di registro – 9% del valore catastale (è la tua seconda casa, no?) ==> 26.000 € (considera, a tuo favore, che probabilmente il valore catastale è fermo al valore degli anni ‘70)
  • Imposta catastale e ipotecaria ==> 100 €

Concludi l’operazione di acquisto sborsando un totale di 496.000 €

Ti fai un’idea di quanto può essere un giusto canone mensile da richiedere al tuo prossimo inquilino.

Rilevi questo immobile: in linea d’area sono meno di 2 km, la metratura è la stessa, ma il tuo è decisamente più rifinito e in zona leggermente più prestigiosa.

immobileaffitto

Sei ottimista e decidi di metterlo in affitto per 1.600 €

Seguimi bene ora, così calcoliamo la tua rendita:

Rendita annua lorda stimata: 19.200 € (1.600 al mese x 12)

Togli un 20% di imposta cedolare secca: 3.840 €

Rendita annua netta stimata: 15.360 €

Sottrai a questo “guadagno” l’imposta patrimoniale che dovrai pagarci (chiamala ICI, IMU, TASI, quando leggerai l’articolo avrà cambiato nome almeno 3 volte 🙂 ): circa 2.500 € – sempre considerando che il valore catastale sia fermo ai favolosi anni ‘70

TOTALE RENDIMENTO NETTO ANNUO STIMATO: 12.860 €

Non so se ti è chiaro, ma 12.860 € su 496.000 € corrisponde a un rendimento stratosferico del:

2,592%

Sei serio?

Pensi che questo possa essere un valido rendimento per un investimento:

  • Elevato – parliamo di quasi mezzo milione di euro.
  • Non garantito – nessuno ti assicura che il valore dell’immobile rimanga invariato o aumenti
  • Non liquidabile – quanti mesi/anni pensi di impiegare a rivendere 500.000 € di abitazione?
  • Soggetto a costi imprevisti – lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
  • Rischioso – sei proprio certo che, regolarmente, riceverai il bonifico dell’inquilino?

“Questo è l’unico modo di analizzare correttamente il rendimento di un investimento immobiliare.” Tutto il resto sono supposizioni, previsioni, immaginazione e speranza.

Se pensi che sia comunque un buon investimento perché:

  • “tanto i prezzi aumenteranno comunque e rivenderò al doppio”
  • “ho fatto un grande affare e posso rivenderla quando voglio, è un assegno circolare”
  • “ non ci sono alternative di investimento: sul conto corrente non mi danno più nessun interesse e anche i BOT, ormai, non danno più nulla”

Sei completamente fuori strada e i tuoi risparmi di una vita sono veramente a rischio.


Voglio spezzare una lancia a favore dell’investimento immobiliare, e ti voglio insegnare l’unico modo in cui puoi considerarlo un investimento efficiente (a certe condizioni)

In questo articolo, non voglio far passare il concetto che l’investimento immobiliare è SEMPRE un cattivo investimento.

Conosco personalmente, come te, delle persone che hanno creato degli imperi patrimoniali tramite investimenti immobiliari mirati e oculati.

E continuano a farlo, perché:

  • Conoscono molto bene i rischi e le trappole del settore immobiliare
  • Sfruttano le migliori strategie per un buon acquisto immobiliare (ad esempio, acquistando sulla carta o all’asta)

Non ti sto neppure dicendo che è sempre meglio l’affitto rispetto all’acquisto della prima casa (con mutuo o senza).

Riconosco che dietro l’acquisto di un tetto dove abitare con la propria famiglia, c’è un’altissima componente emotiva, di sicurezza, di stabilità.

E’ giusto che sia così. Niente da dire.

Per investire correttamente in immobili, come per investire correttamente in strumenti finanziari, è fondamentale avere una strategia.

Devi considerare il tuo patrimonio immobiliare (quindi una perizia REALE del tuo patrimonio, non una stima gonfiata di un agente immobiliare qualsiasi) come una parte del tuo patrimonio complessivo.

Gli immobili sono un asset (un bene, una risorsa, un attivo) come qualunque altro altro.

Considerali come la liquidità che hai sul conto corrente.

O come i risparmi che hai investito in Fondi Comuni di Investimento.

O come il capitale che stai mettendo da parte per mantenere il tenore di vita quando andrai in pensione.

Per questo, visto che devi considerare i tuoi immobili come qualunque altro investimento, devi monitorare periodicamente i 4 fattori che fanno parte del Sistema di Protezione Finanziaria. 

Solo monitorando attentamente (o lasciando il monitoraggio a un esperto) puoi sfruttare tutte le potenzialità dell’investimento in immobili.

IL RISCHIO

  • Ti aspettavi una rendita dell’8% e invece rende il 2%?
  • Il valore dell’immobile (e quindi il tuo eventuale guadagno se lo rivendi) è diminuito del 20% nell’ultimo anno?
  • I locatari sono sempre solvibili?
  • Le quotazioni nella tua zona stanno diminuendo?

Fatti sempre queste domande.

IL RENDIMENTO

Sugli investimenti immobiliari, la banca non ti inviare un rendiconto annuo e il promotore finanziario non ti aggiorna sull’andamento dei tuoi investimenti.

Te lo devi calcolare tu, in modo preciso, come ti ho spiegato sopra.

LA DIVERSIFICAZIONE

  • Hai il 90% del tuo patrimonio complessivo in immobili? Non stai diversificando!
  • Hai il 30% del tuo patrimonio complessivo in immobili (ok!) ma è concentrato in 3 appartamenti dello stesso edificio o della stessa zona? Non stai diversificando!

Stai attento a questo aspetto.

Può farti salvare la pelle in periodi bui per l’immobiliare (come questo) o in caso di esigenze di liquidità.

I COSTI

Sia in fase di acquisto, che in fase di manutenzione.

  • Quanto ti è costato e ti sta costando il mantenimento dell’immobile?
  • Quante risorse liquide stai destinando e dovrai destinare ogni anno per essere sempre in regola di fronte allo stato e per mantenere il valore del tuo immobile?

Ricorda che l’immobile ha un valore sulla carta (sinché non lo vendi) e sulla tua dichiarazione dei redditi.

I soldi che versi ogni anno in tasse e in costi vari sono REALI!


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Alla tua sicurezza e prosperità finanziaria

Luca

48 Comments

  1. Simone Cocco 20 maggio 2015 Reply
  2. Luca Lixi 21 maggio 2015 Reply
  3. Andrea da Lisca 24 maggio 2015 Reply
    • Luca Lixi 24 maggio 2015 Reply
  4. Matteo 12 giugno 2015 Reply
    • Luca Lixi 12 giugno 2015 Reply
  5. Mauro Favret 12 giugno 2015 Reply
    • Luca Lixi 12 giugno 2015 Reply
  6. Mattia 12 giugno 2015 Reply
    • Luca Lixi 12 giugno 2015 Reply
  7. leonardo infanti 26 giugno 2015 Reply
    • Luca Lixi 26 giugno 2015 Reply
  8. Gabriele pinna 1 settembre 2015 Reply
    • Luca Lixi 1 settembre 2015 Reply
  9. Max 22 novembre 2015 Reply
    • Luca Lixi 23 novembre 2015 Reply
  10. Francesco 4 febbraio 2016 Reply
    • Luca Lixi 4 febbraio 2016 Reply
  11. Marco 18 marzo 2016 Reply
    • Luca Lixi 18 marzo 2016 Reply
  12. Alessandro 19 marzo 2016 Reply
    • Luca Lixi 21 marzo 2016 Reply
  13. marco 22 marzo 2016 Reply
    • Luca Lixi 23 marzo 2016 Reply
  14. Francesco 6 aprile 2016 Reply
    • Luca Lixi 10 aprile 2016 Reply
  15. Catia 22 aprile 2016 Reply
    • Luca Lixi 22 aprile 2016 Reply
  16. Marco 24 aprile 2016 Reply
  17. Ruben 27 aprile 2016 Reply
    • Luca Lixi 27 aprile 2016 Reply
  18. Paolo 4 agosto 2016 Reply
    • Luca Lixi 11 agosto 2016 Reply
      • David 4 febbraio 2017 Reply
        • Luca Lixi 16 marzo 2017 Reply
  19. Fabio 12 ottobre 2016 Reply
  20. Marco E 21 novembre 2016 Reply
  21. Alba 16 gennaio 2017 Reply
    • Luca Lixi 20 gennaio 2017 Reply
  22. Luca-2 19 febbraio 2017 Reply
    • Luca Lixi 16 marzo 2017 Reply
  23. Gaetano 22 marzo 2017 Reply
    • Luca Lixi 22 marzo 2017 Reply
  24. Mirko 8 luglio 2017 Reply
    • Luca Lixi 9 luglio 2017 Reply
  25. Mirko 8 luglio 2017 Reply
    • Luca Lixi 9 luglio 2017 Reply
  26. LCN 15 agosto 2017 Reply

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