Come difendersi dai “banksters” di casa nostra

Si fa presto a dire speculatori.
Si fa presto a indicare Wall Street e l’alta finanza come la causa di tutti i mali del pianeta.
Si fa presto a chiedere a gran voce un ritorno all’economia reale e a predicare una riduzione del potere della finanza mondiale.

Le cose non stanno proprio così. Non solo.

E quanto sta succedendo in Italia in questi ultimi anni, e in particolari in questi ultimi mesi e ultimi giorni, ne è la prova.

Le banche italiane navigano in pessime acque. Qualche dato?

[st_unordered listicon=”warning”]

  • 4 – sono le banche italiane sono fallite durante il 2015
  • 2 – sono le banche venete acciuffate per i capelli nel 2016
  • 16 – sono le banche italiane sorvegliate da Banca d’Italia
  • -95% – è la perdita in Borsa di Unicredit 
  • -99%  – è la perdita in Borsa di Monte dei Paschi 
  • 360 miliardi: è la montagna di crediti marci nelle banche italiane 

[/st_unordered]

[st_box title=”PRIMA PREMESSA” type=”info”]Non c’è nessuno complotto pluto-giudaico-massonico-sionista contro le banche di casa nostra.[/st_box]

Fa comodo pensarlo, ma scansiamo totalmente il campo da questa leggenda metropolitana, che fa molto preso in coloro che vedono un complotto dietro l’altro.

I grandi speculatori al ribasso (short sellers) non sono dei demoni cattivi che stanno falsificando le quotazioni e trascinando nel baratro finanziario le banche italiane.

Anzi. E’ l’esatto contrario.

Stanno riportando alla realtà, alla dura realtà, dei valori che erano puramente immaginari.

Che stavano solo nella testa dei manager delle banche italiane e nella propaganda dei politici italiani.

Il mercato non perdona mai. Il mercato purifica.

(Se vuoi approfondire questo discorso, puoi leggere questo articolo dal blog “Tra gli Squali di Wall Street”)

[st_box title=”SECONDA PREMESSA” type=”info”]Le banche non sono Istituti di Beneficienza o Onlus[/st_box]

 

Scordati questo tipo di visione.
Cancellala il primo possibile dalla tua testa altrimenti tutti i tuoi ragionamenti e le tue valutazioni sono pesantemente falsati e scorretti.

Le banche sono aziende private.

Che devono rispondere a degli azionisti di riferimento.

Che richiedono una cosa sola, come qualunque azionista di qualunque azienda.

Un utile.

Devi imparare a considerare la banca, qualunque banca, come un’azienda qualunque. Come un fornitore qualunque.

So bene che le banche hanno un ruolo fondamentale in un’economia moderna.

So bene che vista l’importanza che rivestono il loro operato dovrebbe essere ben vigilato da chi di competenza (Banca d’italia e Consob)

So bene che negli ultimi anni, in tutte le banche mondiali, si è verificata una cosa molto antipatica che si chiama

“privatizzazione dei profitti, socializzazione delle perdite”

Ma, come scrivevo nel mio articolo su come investire dopo Brexit, vuoi parlare di politica, di teorie economiche e dei massimi sistemi monetari e finanziari oppure vuoi saperne qualcosa di più su come difendere i tuoi soldi da questo vero e proprio agguato al tuo denaro da parte dei banksters di casa nostra?

Se questo è il tuo obiettivo reale, continua a leggere e troverai qualcosa di utile per te.

Perché le banche italiane sono alla canna del gas

Te lo prometto. Giusto due cenni per capire come le banche italiane sono arrivate a questa situazione degradata.

E’ importante conoscere questo scenario per capire chi e che cosa evitare come la peste.

Semplificherò tanto. Se i puristi, i tecnici o gli accademici storceranno il naso, non mi importa.
Scrivo per chi non è del settore ma vuole saperne di più.

Le banche italiane sono cariche di crediti deteriorati.

crediti deteriorati

360 miliardi, dato Bankitalia al Dicembre 2015, di cui:
210 miliardi di sofferenze, un vero e proprio stato di insolvenza.
150 miliardi tra incagli, ristrutturati e scaduti.

Sono tanti soldi, ti assicuro.

Cosa significa crediti deteriorati?

Clienti, consumatori e aziende, che non stanno ripagando i finanziamenti e i prestiti che hanno avuto.

Crediti marci.

Soldini prestati dalle banche che, con buona probabilità, non torneranno indietro.

Né il capitale prestato, né gli interessi stabiliti.

E qui si apre un mondo.

Qual è l’identikit del “cattivo pagatore” che sta mettendo in ginocchio tutto il sistema bancario italiano?

[st_unordered listicon=”red minus”]

  • Il piccolo artigiano che non riesce più a pagare il leasing dell capannone?
  • Il lavoratore dipendente che si è caricato di rate per la BMW e per la villetta a schiera?
  • Il commerciante che sente i morsi della crisi e non riesce a ricoprire il fido bancario?

[/st_unordered]

 

Niente di tutto questo.

Secondo i dati di Unimpresa, , oltre il 60% dei crediti in sofferenza deriva da grandi prestiti sopra il milione di euro.

Unimpresa

 

Solo 32.608 soggetti (tra persone fisiche e imprese), hanno sofferenze per oltre 124 miliardi di euro.

Cosa significa questo?

Che la causa dello stato impietoso dei bilanci italiani non è da attribuire né alla leggerezza con cui i privati hanno chiesto finanziamenti negli ultimi 10-15 anni, né alla dissestata situazione economica delle micro-piccole imprese italiane.
O non solo.

[st_box title=”Perché le banche italiane sono alla canna del gas? ” type=”info”]Perché hanno concesso allegramente prestiti milionari a pochi soggetti.[/st_box]

Rispondo a tre grandi domande:

Ma chi sono questi “pochi soggetti”, che hanno ricevuto finanziamenti e affidamenti milionari, e ora si trovano in enormi difficoltà con il rimborso?

I soliti noti, rappresentanti dei centri di potere territoriale (potere imprenditoriale, politico, relazionale, associativo)

Ma soprattutto, come hanno fatto questi pochi soggetti ad avere questa grande quantità di credito dalle banche, spesso concesso in modo allegro?

Grazie alla fitta rete di conoscenze, connivenze, commistioni che a tutti i livelli caratterizza i centri di potere territoriale.

Non si era detto che uno dei problemi dell’Italia, dopo la crisi finanziaria del 2008-2009, era il “credit crunch”, ovvero la difficoltà ad avere credito e finanziamenti?

 

La realtà è che le banche italiane, tutte le banche italiane, hanno concesso allegramente finanziamenti a grandi soggetti che si sono rivelati insolventi, mentre hanno stretto i cordoni del credito al vero nucleo dell’economia italiana: le micro-piccole imprese (oltre il 95% delle aziende italiane, secondo ISTAT)

Finora abbiamo parlato di credito.

Ovvero del motivo principale per cui le banche italiane sono in grande difficoltà e sono sotto l’occhio del ciclone.

Ma io non faccio credito e finanziamenti. Non più, dopo anni di banca.

Per te che sei cliente di una banca, che sei correntista di una banca, che hai in portafoglio azioni e obbligazioni di una banca, cosa significa tutto questo?

Significa che i tuoi soldi sono a rischio.

L’attività bancaria è semplice, nella sua complessità.

La banca raccoglie soldi da chi ne ha in eccesso (risparmiatori e investitori) e li presta a chi li richiede (imprese e famiglie).
Non è più difficile di così, semplificando ad un livello estremo.

Immagina un po’ cosa succede quando:

[st_ordered]

  1. Tu presti i soldi alla tua banca (anche il conto corrente è un prestito)
  2. La banca presta i tuoi soldi a chi richiede un prestito 
  3. Coloro a cui la banca ha prestato i tuoi soldi smettono di pagare  

[/st_ordered]

Succede che i tuoi soldi sono a rischio.

E’ molto chiaro. Ma sino a qualche anno fa non funzionava così.

Prima si poteva fare affidamento su una esplicita o implicita garanzia pubblica sui depositi e sui risparmi.

Dopo la crisi del 2008-2009, le nazioni europee hanno tranquillamente sfruttato questa possibilità.

Questo è il totale degli aiuti di stato erogato dagli stati sovrani alle proprie banche nazionali, per tappare i buchi di bilancio.

aiutidistato

Oggi non è più così.

L’Unione Europea, che volente o nolente stabilisce le regole anche a livello nazionale, ha stabilito che in caso di dissesto bancario, pagheranno i clienti delle banche stesse.

E’ il bail-in, tesoro! patuelli

(Anche se il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana se ne accorge solo ora e cerca di raccogliere  consenso in questo modo)

«Pagheranno i clienti»

Già, ma quali clienti?

Questi clienti.

bail-in

 

Ora, rispondi a questa domande.

Quanto è rischioso avere in portafoglio azioni e obbligazioni bancarie?

Quanto è rischioso avere depositi importanti (oltre i 100.000 €) con le banche italiane notoriamente in difficoltà da anni?

E’ enormemente rischioso.

Quello che per il tradizionale risparmiatore italiano poteva sembrare un porto sicuro, ovvero la banca del paese dove lavora il nipote di zio Mario, è di fatto il modo di “investire” più rischioso, oggi.

 

[st_box title=”Le virgolette su “investire” non sono a caso” type=”warning”]Comprare azioni, obbligazioni e certificati di deposito della banca di fiducia NON significa investire.[/st_box]

 

La colpa non è (solo) dei risparmiatori italiani

Non sono un giustizialista.

Ma sono fortemente convinto che l’unica arma di difesa di un risparmiatore/investitore è la consapevolezza.

E’ l’educazione finanziaria di base, per poter sconfiggere l’analfabetismo finanziario che miete tantissime vittime.

So bene che il risparmiatore medio italiano non ha acquistato in piena consapevolezza le azioni della propria banca, ritrovandosi poi in mano un pugno di mosche (vedi Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza).

Conosco bene l’odioso ricatto a cui si è stati sottoposti dalle banche italiane quando si va a chiedere un finanziamento (e non sei uno dei 32.608 grandi soggetti che ottengono credito per conoscenze e commistioni varie su più livelli)

“Vuoi un affidamento? Ok, te lo diamo, ma tu con una parte dei soldi che ti prestiamo compri le nostre azioni.”

Funziona così, dico male?

Tecnicamente, questa si chiama “operazione baciata”.

Agli occhi di una persona normale che non conosce i meccanismi bancari, suona come un vile ricatto.
Ti do i soldi in prestito, ma tu in cambio diventi mio socio. Questo è quanto.

Ma è un’operazione che è stata pure dichiarata nei prospetti informativi autorizzati dagli Organi di Vigilanza.

operazionebaciata2

operazionebaciata

Ed è andata per la maggiore in questi ultimi anni.

Quindi, non sono d’accordo con chi definisce come “investitori speculatori” tutti i risparmiatori italiani che si sono trovati in portafoglio delle azioni diventate “carta-straccia”.

Conosco bene come funziona nelle filiali di tutta Italia, non vivo sui libri e sul blog e non sono un giornalista.

Vivo a stretto contatto con gli investitori e i risparmiatori di tutta Italia e con tanti colleghi e amici che lavorano nelle banche.

“Quali armi puoi utilizzare per difenderti dai “banksters di casa nostra”?
[st_box title=”Quali armi puoi utilizzare per difenderti dai “banksters di casa nostra”?” type=”success”]Devi cambiare le regole del gioco diventando un investitore consapevole. [/st_box]

Come? Continua a leggere.

Ma la mia banca è differente! La mia banca è solida!

BANCADIFFERENTE

Entriamo nel vivo di ciò che più mi interessa e ti interessa maggiormente.

La situazione di degrado delle banche italiane è nota da circa un anno.

Articoli sul Bail-in, graduatorie tra banche in base al coefficiente di solidità CET1, classifiche e rating di Altronconsumo sulla solidità delle banche si sono moltiplicati e si leggono ormai dappertutto.

Un breve inciso:

io stesso, ogni tanto, sulla mia pagina Facebook condivido articoli e studi che parlavano di questo argomento.

Ne farei a meno, sinceramente.

Preferirei parlare solamente di processi di investimento, delle migliori pratiche per proteggere e far crescere il denaro, della grande saggezza dei più grandi investitori mondiali.

Ma lo devo fare. Lo devo fare per un motivo ben preciso.

Non posso assolutamente permettere che un mio contatto, un mio lettore, un mio “follower” perda del denaro perché non informato.

Questa è informazione, non terrorismo.

Se mi reputi un terrorista, non hai capito nulla del mio messaggio, e ti voglio aiutare a comprendere perché lo faccio.

 

[st_box title=”Immagina di essere un venditore di sistemi d’allarme” type=”warning”]Come ti sentiresti se un tuo potenziale cliente si ritrovasse la casa svaligiata e i cani sgozzati per aver sottovaluto il rischio rapina?
Se non informi adeguatamente un potenziale cliente dei rischi del “non fare nulla”, la colpa è anche tua.
Ed hai fallito come professionista.
Ti sembra “parlar male della concorrenza”?[/st_box]

Detto questo, c’è un altro rischio da tenere in considerazione.Pinocchio

Alcune banche, alcuni consulenti, alcuni blogger speculano eccessivamente su questa situazione.

E il rischio è quello di cadere dalla padella alla brace.

 

 

 

 

[st_unordered listicon=”success”]

  • “Vieni con noi, siamo solidi! Abbiamo un CET1 di 22 centimetri! E la nostra banca ha vinto 2 Grammy Adwards e 3 Oscar della Finanza!!1!!”

[/st_unordered][st_unordered listicon=”red minus”]

  • E poi ti vanno a proporre prodotti finanziari inefficienti e carichi di commissioni inaudite, veramente inaudite.

[/st_unordered][st_unordered listicon=”success”]

  • “Vieni con noi e lascia stare le banche italiane! Falliranno tutte!!1!”

[/st_unordered][st_unordered listicon=”red minus”]

  • E poi ti vanno a proporre dubbi investimenti esteri o schemi piramidali noti ai più come “Schema Ponzi”

[/st_unordered][st_unordered listicon=”success”]

  • “Vieni con noi e lascia perdere la kattiva finanza $speculativa! Il mattone non tradisce mai!!1!”

[/st_unordered][st_unordered listicon=”red minus”]

  • E poi ti vanno a proporre sublocazioni immobiliari speculative in Gran Bretagna o l’acquisto dell’ennesimo mucchio di mattoni senza valore.

[/st_unordered]

[st_box title=”Ci vuole EQUILIBRIO ” type=”info”]Bisogna avere la forza di dire le cose come stanno, e la forza di comprendere che non è tutto così semplice e lineare.[/st_box]Non è bianco o nero.

L’unico modo di salvare il tuo denaro e farlo crescere è diventare un investitore consapevole.

Come?

Iniziando a porti le domande giuste.

 

Le domande che NON devi mai fare

 

Se fai le domande sbagliate, non puoi aspettarti le risposte corrette.

Queste domande sbagliate, che partono da presupposti e convinzioni sbagliate, sono essenzialmente due.

[st_ordered]

  1. “Dove investire?”

  2. “Come investire?”

[/st_ordered]

Dove investire?

E’ sbagliata sia se intendi “Con quale banca investire?”.

Ed è sbagliata sia se intendi “In quale prodotto investire?”

[st_unordered listicon=”red minus”]

  • In banca non si investe
  • Non esiste una banca sicura
  • Non esiste una banca che ha “prodotti buoni”
  • Non esiste un prodotto conveniente

[/st_unordered]

Devi smetterla di ragionare in questi termini, e stampati bene in mente queste 4 regole di buon senso.

I risparmiatori italiani che si sono fatti rifilare la spazzatura, e che ora piangono lacrime amare, hanno ragionato in questi termini.

Vuoi fare la loro fine?

Questa è la trattativa di acquisto e di vendita di prodotti finanziari nelle banche italiane (la scrivo solo in italiano per comodità, tu declinala in base alla tua inflessione dialettiale)

R=RISPARMIATORE         B= BANCA

R: “Cosa mi consigli per questi 100.000 €, Mario? Lo sai che non voglio rischiare, eh! ”

B: “Il meravigliosissimo prodotto FondoSuperPlus, è nuovo, conveniente ed è disponibile solo sino a fine mese”

R: “Ma è buono?”

B: “Sì sì, è buono”

R: “Ok, aggiudicato”

Smetti di mettere tutta la tua attenzione sulla “banca” o sul “prodotto”.

Investire è una scienza, non è una vendita di prodotti tipo supermercato.

 

Come investire?

Amplio ulteriormente il concetto di sopra, raccontando un aneddoto.

Tra i commenti della mia pagina Facebook, del mio blog oppure in “live” durante i miei eventi clienti sul territorio, ci sono delle domande ricorrenti che temo particolarmente.

Le temo non perché non conosco la risposta, ma perché significa che non sono stato bravo a spiegare cosa significa veramente investire in base ai propri progetti di vita e caratteristiche personali.

Sono domande che capisco, ma devi sapere che sono errori!

[st_unordered listicon=”warning”]

  • Mi viene chiesto “come investire”
  • Mi viene chiesto se preferisco “l’azionario americano” o “l’azionario europeo”
  • Mi viene chiesto come penso che andrà la “quotazione dell’oro” o il “prezzo del petrolio”
  • Mi viene domandato, qualche volta in tono polemico, “ma quindi, come devo investire? Cosa devo comprare?”

[/st_unordered]

 

Investire non significa “comprare prodotti un tanto al chilo”.

Investire non significa “consigliare prodotti o investimenti in base all’oroscopo o al meteo”.

Investire non è un evento. Investire è un processo. 

 

Le banche marciano su queste domande sbagliate.

I pseudo-guru marciano su queste domande sbagliate.

Dandoti risposte sbagliate, come è ovvio che sia.

 

Hai denaro da proteggere (non 1.500 €)?

Vuoi sapere se è ancora possibile far crescere il tuo patrimonio (non del 10% garantito annuo)?

 

[st_box title=”Vuoi sapere come fare?” type=”info”]Non hai scelta.
Ti devi sedere di fronte a una scrivania con un professionista, per una consulenza finanziaria specifica.[/st_box]

Capisco che la gente non sta bene e si mette a cercare consigli medici e legali su Google.

Sono pure d’accordo, se è un modo per avere un’infarinatura generale prima di parlare e affidarsi a un professionista.

Ad un medico o ad un avvocato.

Ma se si va oltre, capisci quanto può essere un atteggiamento pericoloso?

La domanda giusta, quindi, è questa:

CON CHI INVESTIRE?

Google Trends ci da una mano a capire perché tutti fanno le due domande sbagliate (e infatti tutti sbagliano)
googletrends

La domanda corretta, l’unica domanda corretta, non ha risultati di ricerca.
Ora tu la conosci, e non devi neppure andare su Google a cercare risposta. Sei già nel posto giusto.

[st_box title=”Questo è il consiglio che posso darti, per la tua sicurezza finanziaria” type=”success”]Entra in modalità “DELEGA CONSAPEVOLE”[/st_box]

bANKSTERS1

Prima incrementa la tua cultura finanziaria di base, ((hai già scaricato il mio report gratuito, a proposito?) per non essere vittima dei “Banksters” italiani e internazionali e prendere le peggiori fregature, che possono distruggere il tuo patrimonio dall’oggi al domani.

 

 

Poi identifica una persona di fiducia.

Una persona che non ti nasconde informazioni e che non cerca di tenerti con la testa affogata nel mare viscido dell’ignoranza finanziaria, ma al contrario si sbatte tutti i giorni e in tutti i modi per renderti più consapevole.

Pensi possa essere la persona giusta?

Compila il modulo di contatto cliccando qui

Alla tua sicurezza e prosperità finanziaria.

Luca

P.S.: si fa un gran parlare della situazione delle banche italiane, ma spesso viene perso il focus principale, ovvero cosa veramente interessa a un investitore privato.

Se pensi che questo articolo aiuti a fare chiarezza, condividilo!

P.P.S.: la versione originale dell’articolo è stata pubblicata un anno fa, Luglio 2016.
È sempre attuale, ed ha anticipato gli eventi di fine 2016 e del 2017, come il fallimento delle 2 banche venete.

Nel frattempo, per aumentare ulteriormente la consapevolezza finanziaria degli investitore, ho scritto il mio primo libro, che puoi acquistare su Amazon a questo link ==> http://amzn.to/2tH9F66

Ti aspetto poi sul mio gruppo Facebook WikiLixi – Tutti i segreti della finanza!

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