Chi sono i Robot che cambieranno il tuo modo di investire

Il mondo sta cambiando alla velocità della luce.

Non puoi negarlo, e non puoi farci nulla.

Se ti avessero ibernato anche solo 15 anni fa, e scongelato oggi, già faresti fatica a ritrovarti in tantissime abitudini che hanno cambiato il mio e il tuo modo di vivere.

Non ti devo spiegare nulla, ci puoi arrivare da solo guardandoti attorno e ricordando un po’ il passato recente.

[st_box title=”IL MONDO E’ CAMBIATO” type=”warning”]Gli smartphone non esistevano, i social media non esistevano, le chat di messaggistica istantanea non esistevano.
Gli acquisti on-line erano agli albori e riservati a contenuti e beni di nicchia.
Per guardare video, musica e film dovevi acquistare fisicamente, noleggiare o scaricare (illegalmente o meno).
Telefonavi con il telefono fisso e mandavi messaggi di testo e immagini tramite costosissimi SMS o MMS.
Archiviavi i file su floppy disk o CD-ROM di dimensioni irrisorie.   [/st_box]

Ti faccio qualche nome di aziende che hanno cambiato il nostro modo di vivere e che 15 anni fa non esistevano (o erano start-up), così ci capiamo meglio.

[st_unordered listicon=”success”]

  • YouTube (2005) disruption
  • Facebook (2004)
  • LinkedIn (2003)
  • Skype (2002)
  • Twitter (2006) 
  • Spotify (2008)
  • Uber (2009)
  • Airbnb (2007)
  • Instagram (2010)
  • WhatsApp (2009)
  • Dropbox (2006)

[/st_unordered]

Amazon, Google e Netflix sono leggermente più anziane, e la loro creazione risale al secolo scorso.

Ma il loro boom è recente.

Parliamo di 15 anni fa, non 150 anni fa.  

Questo accanto è lo screenshot del mio iPhone      =============>

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Scommetto che il tuo smartphone ha almeno il 90% di queste App.
Niente di tutto questo esisteva nel 2000. Niente.

Nel 2000, non esisteva nulla di ciò che oggi è diventato parte integrante della nostra vita. Nel bene, e nel male.

Sono strumenti potentissimi, di convidisione e interazione, e sta ad ognuno di noi farne l’uso che meglio crede.

Ma andiamo al sodo.

Cosa è successo, negli ultimi 15 anni, nel mondo dell’investimento dei tuoi soldi?

Non è successo nulla.

Nel mondo degli investimenti non è successo nulla di veramente degno di nota. Non è cambiato nulla, rispetto alla ingessata realtà degli anni ’90 e degli anni 2000.

Anzi, la realtà è anche peggiore, perché si è cercato di darti l’impressione che qualcosa si sia innovato e cambiato.

Invece sai cosa è stato fatto? Questo. 

porco-banca

“You can put lipstick on a pig. But it’s still a pig”

Usando dei cosmetici come:

  • i conti correnti on-line
  • i servizi di home-banking accattivanti
  • le carte di credito con la foto del proprietario e colori sgargianti
  • la possibilità di fare trading-online (prima da casa e ora dallo smartphone)
  • le pubblicità creative e simpaticisssssssime (prima in TV e poi sul web)
  • le info-grafiche brillanti, che con il mio amico Cosimo Errede ci divertiamo a prendere in giro

si è cercato in tutti i modi di ricostruire una verginità a delle istituzioni completamente compromesse.

Istituzione che non hanno per nulla una buona percezione, da parte dei clienti, degli investitori e dei risparmiatori.

Parlo, ovviamente, delle banche. E delle loro società collegate che si occupano di servizi aggiuntivi.

Puoi mettere il rossetto su un maiale. Ma rimane un maiale.

Penso non ci sia nulla da aggiungere a questa metafora, che rappresenta il mio punto di vista.

Non faccio nomi perché sono ancora giovane per attirare querele da parte di alcune banche in particolare, ma penso non sia difficile capire a quali società mi riferisco in particolare.

Se ci pensi un attimo, il settore bancario, finanziario, di investimento e di gestione del risparmio è l’unico settore ad essere rimasto uguale rispetto a 15 anni fa .

Non è entrato nessun nuovo giocatore, nessun nuovo player che ha staccato la testa di chi comandava in precedenza

Non è che Google è nata dai responsabile Ricerca&Sviluppo di Altavista o Yahoo, Facebook da una costola di MySpace o Amazon dal libraio sotto casa che ha deciso di andare a vendere sul web.

Nel mondo degli investimenti, comandano sempre i soliti noti. 
E fanno il buono, e il cattivo tempo, come sempre. Semplicemente, utilizzano strumenti un pochino più innovativi e all’avanguardia.

bancorosso

 

Questa immagine del mio repertorio personale mi ritrae, nel 1787 a Venezia, che mi accingo a fare affari con un impiegato del Banco Rosso, uno dei primi banchi pegni di cui si ha memoria storica.

 

Ecco, non è cambiato nulla rispetto a quegli anni.

 

 

Nella comunità finanziaria, si parla tanto dei robo-advisor.

Se hai più o meno la mia età, e senti la parola “robot”, pensi immediatamente ai robottoni giapponesi come Goldrake, Jeeg e Mazinga.

roboadvisor

Purtroppo, i robo-advisor non sono così intriganti e appassionanti, ma possono presto diventare degli eroi.

Ad alcune condizioni.

In due parole, e a beneficio dell’87% degli italiani che non ha idea di cosa stia parlando, un robo-advisor è un algoritmo che permette, in base all’inserimento dei propri dati personali, dati finanziari e dei propri obiettivi di investimento, di avere dei portafogli di investimento modello.

Un robo-advisor è un sistema automatico in cui butti dentro alcuni dati – età, lavoro, quanti soldi hai, quanto puoi risparmiare, cosa vorresti ottenere dai tuoi soldi – e ti viene sputato indietro una proposta di investimento in prodotti finanziari.

Un robo-advisor fa quello che fa (o dovrebbe fare…) il tuo consulente finanziario in carne e ossa, ma lo fa tramite una piattaforma web.

Che costa meno, perché sfrutta la disintermediazione e la digitalizzazione. Cosa significa?

Disintermediazione: vengono eliminati gli intermediari inutili, che a vario titolo mettono le mani sul tuo denaro.
Dal produttore (dei portafogli di investimento) al consumatore (dei portafogli di investimento).
Banche, società di gestione del risparmio, società di intermediazione mobiliare, manager bancari, consulenti finanziari? Bye bye.

Digitalizzazione: vengono eliminate le architetture fisiche inutili.
Carta, burocrazia, firme, archiviazioni, autorizzazioni. Roba vecchia. Roba da Prima Repubblica. O roba da annotazione sul libro mastro del Banco Rosso, che sopra ti ho mostrato.

Meno intermediari inutili, meno inutili infrastrutture fisiche = meno costi = più rendimenti. 

Non significa investire con una compagnia low-cost. Con un discount dell’investimento.

Non è che stiamo parlando della LIDL, della Dacia o della RyanAir dell’investimento.
Non si va a risparmiare sulla qualità e sul confort del servizio.

Si va a tagliare rami secchi e le rendite di posizione accumulate da strutture e intermediari ormai fuori dal tempo.

Come affrontare la rivoluzione dei Robottoni Advisor e trarne profitto

I dati rilevati da una ricerca Consob – Gfk Eurisko svelano due particolari importanti, di cui bisogna tenere conto:

1. Robo-advisor chi?

La gente normale, quelli che non sono investitori professionali o addetti ai lavori che masticano pane e finanza tutti i giorni, NON HA IDEA DI COSA DIAVOLO STIAMO PARLANDO nei nostri congressi o riviste.

[st_unordered listicon=”warning”]

  • Robo-advisor?
  • Fintech?
  • ETF?
  • Algoritmi?
  • Asset allocation?

[/st_unordered]

 

nchesenso

Siete fuori strada.

Tutte le startup nate sotto questi auspici falliranno miseramente, non appena avranno dilapidato i soldi dei finanziamenti erogati dai “business angel” o i milioni stanziati dalla banca proprietaria del progetto (a proposito di maiali con il rossetto)

Perché?

Per il semplice motivo per cui fallisce la gran parte delle startup.

“No market need”

nomarketneed

A nessuno gliene frega nulla dei vostri bellissimi robottini, dei sistemoni spaziali di investimento automatico e delle vostre pubblicità creative da bimbo-minkia.

Non avete storia, siete noiosi, vi parlate addosso e piuttosto inutili. Vi basta?

2. Non mi fido

in una nazione di analfabeti funzionali – e analfabeti finanziari di conseguenza-  la gente comune non si fida.

“No, ho paura delle truffe online”  

Le truffe offline, sul territorio, della BCC di Gualdo Cattaneo o del promotore finanziario così bravo ad allenare l’Under15 di calcetto saponato, non fanno paura.

Mentre le truffe online, il terrore che i dati della tua carta di credito vengano venduti sul deep-web e utilizzati dai trafficanti di organi per dei commerci illeciti, è altissima.

Salvo poi scoprire che sono in tanti a farsi infinocchiare dai Ponzi sulle criptovalute, sui diamanti da investimento, sul trading di opzioni sulle materie prime e ogni tipo di boiata possa inventare l’uomo per fregare i gonzi.

Comunque, torniamo a noi. La gente non si fida e ha paura.

Soprattutto se si parla di investire centinaia di migliaia di euro. Mica la paghetta settimanale.


La mia opinione finale è quindi questa, e ci tornerò spesso perché penso sia la vera rivoluzione in arrivo. E ne voglio far parte.

L’automazione della consulenza finanziaria sarà un processo irreversibile

Sarà il modo di spazzare finalmente via tutto l’esercito di parassiti che pullulano e vegetano sul denaro investito dai risparmiatori.

Questo non significa, come sostenuto da alcuni, che sparirà il rapporto umano, l’intervento umano, l’intelligenza umana o l’approccio umano.

Semplicemente, l’uomo servirà unicamente per quelle funzioni in cui riesce a generare valore come:

[st_unordered listicon=”success”]

  • la creazione dei processi finanziari
    qualcuno dovrà pur idearli e scriverli, questi codici e algoritmi di investimento automatico?

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[st_unordered listicon=”success”]

  • la creazione dei contenuti educativi
    qualcuno dovrà pur produrre questi contenuti formativi e culturali, che non hanno la funzione di “persuadere” e “convincere” come insegnato nei vecchi corsi di vendita ma di generare consapevolezza e creare fiducia nel cliente?

[/st_unordered]

[st_unordered listicon=”success”]

  • l’assistenza in tempo reale
    qualcuno dovrà pur assistere i clienti (anche solamente on-line) o vi aspettate che il cliente non veda l’ora di buttare i suoi soldi su una piattaforma online senza avere nessun contatto con un essere umano?

[/st_unordered]

La figura umana che non servirà a far questo sparirà rapidamente dalla circolazione, permettendo inoltre il risparmio dei costi totalmente inutili ed eliminabili.

Mi dispiace, ma così va il mondo.

E’ brutto, è crudele, è ingiusto. Forse.
Ma è reale.

Alla luce di queste considerazioni, potete capire bene come le stime dei sindacati sui futuri licenziamenti dei dipendenti bancari siano molto, molto ottimistiche.

E non ci sarà sindacato, decreto-legge o fondo di solidarietà pronto salvare chi non ha più nessuna competenza da rivendere nel nuovo mercato finanziario che si sta creando.

Alla tua sicurezza finanziaria.

Luca

P.S.: se non l’avessi già fatto, scarica il mio Report inserendo la tua migliore e-mail.
Potrai così stare in contatto con le mie iniziative e i miei aggiornamenti.
Prometto che la tua e-mail non verrà venduta al mercato nero delle e-mail e non verrà utilizzata per spammare opportunità di guadagno sul Bambù Gigante o sulle opzioni binarie.

 

 

6 Comments

  1. Saverio 25 ottobre 2016 Reply
    • Luca Lixi 26 ottobre 2016 Reply
  2. Massimiliano 3 gennaio 2017 Reply
    • Luca Lixi 4 gennaio 2017 Reply
  3. filippo 22 gennaio 2017 Reply
    • Luca Lixi 22 gennaio 2017 Reply

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