Anche tu vuoi sconfiggere l’analfabetismo finanziario?

L’Italia ha il triste primato di nazione con il più alto numero di analfabeti funzionali.

Negli ultimi anni, sta suscitando scalpore e qualche polemica una ricerca dell’OCSE (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico mondiale) che testimonia che gli italiani sono al primo posto nella graduatoria degli analfabeti funzionali. Ma questo cosa significa?

Te la faccio breve:

il 47% degli italiani sa leggere e scrivere, ma

“quando è posto di fronte a materiale stampato, l’analfabeta funzionale non può operare efficacemente nella società moderna e non può svolgere adeguatamente compiti fondamentali”

Non si tratta di capire un trattato di fisica quantistica o il funzionamento di un complicato strumento finanziario derivato. Parliamo di difficoltà nel:

  • riempire una domanda d’impiego
  • capire un contratto legalmente vincolate
  • seguire istruzioni scritte
  • leggere un articolo di giornale
  • leggere i segnali stradali
  • consultare un dizionario
  • comprendere l’orario di un autobus

[Se leggi in inglese, cliccando qui puoi trovare il link alla ricerca OCSE completa, altrimenti accontentati del link su wikipedia]

La buona notizia è che non mi occupo di sociologia o di letteratismo.

Mi occupo di Protezione Finanziaria.

La cattiva notizia è che le statistiche che riguardano l’analfabetismo finanziario sono ancora più terribili per la nostra amata nazione Italia.

Cosa significa l’analfabetismo finanziario e perché può distruggere i tuoi risparmi.

Un altro report sempre dell’OCSE, presentato al G20 di San Pietroburgo del 2013, posiziona l’Italia tra le nazioni meno preparate (insieme alla Russia e alla Romania) per quanto riguarda la conoscenza di concetti base ma fondamentali per poter compiere qualunque scelta sensata su investimenti, risparmio, pensione e credito.

No, far finta di leggere “Il Sole 24 Ore” o ascoltare sempre le notizie di borsa e economia al TG1 non ti aiuterà, mi dispiace.

Dalla ricerca OCSE, di fronte a domande banali come:

“Immaginate di depositare 100 € su un conto che paga un interesse annuo del 2%. Dopo cinque anni, senza aver toccato il conto, quanto avrete? 102 euro, di più o di meno?”

“Immaginate che i vostri risparmi fruttino l’1% annuo e l’inflazione sia al 2%. Dopo un anno, con gli stessi risparmi, sarete in grado di comperare più o meno beni di oggi?”

“Acquistare azioni di un’unica società è meno rischioso che acquistare un fondo comune azionario- Vero o falso?”

queste sono le percentuali di risposte corrette che gli intervistati hanno dato.

Si, sono tragiche.

analfabetismo-finanziario

Ma non è finita qui.

A peggiorare ulteriormente la posizione dell’Italia è che siamo tra le nazioni a non far nulla, a livello politico, per migliorare l’educazione finanziaria dei propri cittadini (insieme a Arabia Saudita, Cina e Argentina).

Quindi, se pensi che i tuoi figli saranno più  preparati e più consapevoli su questi temi basilari per capire in che mondo stai vivendo, sei completamente fuori strada.

Sarà sempre peggio, perché:

  • nessuno insegnerà loro qualcosa di valore (dimentica lo stato, la scuola e la formazione pubblica)
  • non capiranno l’importanza del RISPARMIO, idea che invece è ancora ben radicata nella testa degli italiani over40 (il fatto che poi il risparmio venga investita in maniera sbagliata è un altro discorso)

“Ignorare la finanza, nel Ventunesimo secolo, equivale ad essere analfabeti e questo mette a rischio la stessa democrazia” .

Sono parole forti.

Non sono io a dirle, ma la dottoressa Annamaria Lusardi, docente di Economia alla George Washington University School of Business.

Secondo il New York  Times, la Lusardi è tra i 6 economisti al mondo più influenti a proposito di riforme sui temi finanziari.

Se vuoi saperne di più e verificare ciò che ti sto dicendo, ti ho preparato l’articolo de “La Stampa” dell’11 Novembre 2013 pronto da scaricare e leggere cliccando qui.

Io non sono qui per fare un trattato politico-economico o per piangere sulle inefficienze del governo e della scuola italiana.

A te non interessa questo.

“Il vero problema è che l’analfabetismo finanziario mette seriamente in pericolo la tua sicurezza finanziaria.” 

  • Non sapere che il denaro tenuto liquido sul conto corrente NON è un rifugio efficace contro l’inflazione divorerà piano piano i tuoi risparmi.
  • Non conoscere come funziona una regola base come quella dell’interesse composto impedirà ai tuoi capitali di crescere.
  • Non capire che i debiti contratti al 10-15% di interesse annuo raddoppiano velocemente può azzerare tutti gli sforzi fatti da te e dalla tua famiglia.[/st_box]

Nelle scuole, non si insegna letteratura perché la gente scriva “Guerra e Pace” e non si insegna matematica per inventare nuovi teoremi.

Lo si fa per consentire a un sig. Rossi qualunque di leggere e fare di calcolo.

Allo stesso modo, il nostro sig. Rossi deve conoscere queste semplicissimi informazioni finanziarie per non rischiare di essere il carnefice dei suoi risparmi e per non rischiare che qualche furbo venditore o piazzista possa approfittare del suo analfabetismo finanziario.

Tanto…

“Se non ti occupi di finanza, la finanza si occuperà di te”

 

Quali sono nel 2015 i sintomi di analfabetismo finanziario

Finora abbiamo parlato di teoria.

Se pensi che siano solamente ricerche statistiche internazionali, quindi pilotate dai “poteri forti delle banche” e dal complotto “signoraggio bancario-nuovo ordine mondiale massonico-sionista-giudaico”, chiudi pure questa pagina e vai sul blog delle scie chimiche.

Se pensi che siano affari che non ti riguardano, perché tu hai sempre investito bene e non ti consideri un analfabeta finanziario, continua comunque a leggere perché ti voglio raccontare cosa significa in pratica essere un analfabeta finanziario, quando si va a investire i propri risparmi.

Nella pratica, come investe l’italiano medio, anche in base alle sue conoscenze ed esperienze in materia?

Il bollettino statistico di Banca d’Italia svela questi dati sulla ricchezza finanziaria delle famiglie italiane (puoi trovare il supplemento completo cliccando su questo link)

“La RICCHEZZA NETTA è la somma algebrica tra:”

Attività reali (case, terreni, ecc.) +

Attività finanziarie (depositi bancari, azioni, fondi ecc.)

Passività finanziarie (Mutui, leasing ecc.)

In Italia, la ricchezza finanziaria netta è pari a 8.728 miliardi di euro.

Rispetto agli altri paesi sviluppati (europei e non) l’Italia è tra i paesi con la più alta percentuale di ricchezza netta in rapporto al PIL (fonte: Credit Suisse Global Wealth Databook 2013)

RicchezzafamigliesulPILItalia

 

L’Italia è anche tra i paesi più ricchi in valore assoluto.

L’Italia è anche tra i paesi meno indebitati (si intende a livello privato, a livello pubblico siamo tra quelli messi peggio) al mondo.

“Questo significa che non siamo così analfabeti finanziari e in fin dei conti gli italiani se la cavano comunque facendo sempre scelte di buon senso?”

Non proprio.

Dal dopoguerra in poi, l’Italia è cresciuta senza precedenti e ha goduto di interi decenni di benessere esagerato.

[st_unordered listicon=”success”]

  • Nell’immediato dopoguerra (anni ‘50-‘60), c’è stato il boom economico perché era tutto da ricostruire sulle macerie della guerra (fisiche e psicologiche)
  • Negli anni ‘70-‘80 con l’inflazione a doppia cifra e con i rendimenti dei BOT e dei depositi bancari sino al 20%
  • Negli anni ’80-‘90 con il  boom della spesa pubblica, tutti riuscivano a trovare un lavoro pubblico e in questo modo potevano consumare e risparmiare.

“GAME OVER – QUESTO GIOCO E’ FINITO! ”

Il mondo fatato e fiabesco che tutti conoscevamo oggi non esiste più. E’ stato spazzato via dalla crisi finanziaria del 2008 e dalla successiva crisi economica che dura ancora oggi.

Cosa è rimasto degli anni d’oro, gli anni del benessere economico diffuso tra tutte le classi sociali?

  1. Una ricchezza privata di enorme valore
  2. Un debito pubblico mostruoso e un paese completamente ingessato
  3. Una conoscenza finanziaria grossolana e ferma a 30 anni fa.

Continuare a investire e a ragionare con regole vecchie di 30 anni può essere molto, molto pericoloso per quei risparmi che hai faticosamente messo da parte.

Negli anni ’80 alla radio spopolavano Loretta Goggi e Alan Sorrenti.alan sorrenti

Si usavano i capelli cotonati e le spalline XXL.

spallineanni80

Per telefonare si usava il telefono grigio della SIP.

telefonoSIP

Sei  d’accordo che i tempi sono cambiati?

Perché invece continui a investire con le vecchie regole?

 Come è distribuita la ricchezza privata

Andiamo al sodo:

  • Il 62,7% è investito in abitazioni, terreni o fabbricati non residenziali.

Acquistare immobili come forma di investimento è stata una scelta dignitosa per tanti anni.

Negli ultimi anni il crollo dei prezzi degli immobili (e altri motivi che ti racconto in questo articolo del blog) hanno sfatato questo mito.

  • Il 12,5% è liquido sui conti correnti (o strumenti con durata inferiore a 12-18 mesi)

Lasciare i soldi sul conto corrente o al massimo acquistare qualche BOT o libretto postale aveva senso.

Gli interesse erano molto elevati (anche nessuno ti diceva che l’inflazione mangiava completamente qualunque rendimento reale) ma almeno il gruzzoletto cresceva senza rischio e senza sforzo.

C’è chi, ancora oggi, continua ad acquistare BOT o a mettere dei denari sui libretti postali o sui buoni fruttiferi postali.

I tassi dei buoni fruttiferi sono questi (dei BOT e del libretto neanche li riporto perché sono negativi – tradotto: paghi tu per investire denaro e non guadagni nulla)

rendimento buono fruttifero

Ti sembra indice di intelligenza finanziaria prestare dei soldi a uno stato indebitatissimo e che non cresce da anni (si, mettendo i tuoi soldi alle poste italiane stai finanziando la cassa depositi e prestiti statale), per ottenere un guadagno lordo annuo dello 0,15%?

  • Il 13,6% è investito in azioni/obbligazioni

Qui dentro ci sono principalmente azioni e obbligazioni vendute dalla propria banca di fiducia (azioni e obbligazioni della banca stessa!) senza la minima attenzione su:

  • Rischi dell’investimento
  • Diversificazione dell’investimento
  • Liquidabilità dell’investimento (ovvero il tempo e la difficoltà nel far tornare liquido e contante il tuo investimento)

Durante le mie trattative di Protezione Finanziaria, mi capita spesso di vedere portafoglio di questo genere:

  • Azioni della banca non quotate (leggi cosa sta succedendo in Veneto agli azionisti di una banca)
  • Obbligazioni step-up e reverse floater  (se non sai cosa significa non ti preoccupare perché sono diavolerie inutili, controlla solo di non averle nel tuo deposito titoli 8-O)
  • depositi remunerati a tassi fuori mercato (occhio al cambio delle regole in caso di dissesto bancario, leggi cosa succederà con le nuove regole europee sul bail-in)

Pensi che questo voglia dire investire in modo razionale?

No, caro risparmiatore.

“Significa semplicemente che ti sei fatto rifilare senza fiatare e senza capire:” 

  • il capitale di rischio di una società per azioni (una banca, spesso piccola e locale)
  • il debito di una società per azioni (le obbligazioni sono i debiti di una società)
  • le esigenze di liquidità di una società per azioni

Vuoi dare uno sguardo al tuo portafoglio e capire cosa c’è dentro?

Contattatami compilando questo form dopo aver letto e verificato di avere le caratteristiche richieste.


Queste forme di investimento andavano bene in passato.

Quando a Cagliari si festeggiava per la vittoria dello scudetto e andava forte “In the summertime” di Mungo Jerry.

Sono troppo giovane per ricordarmelo, ma mi dicono che fossero anni splendidi.

Non sto dicendo che chi ha investito:

  • in immobili (residenziali e non)
  • in titoli di stato o prodotti postali
  • con la propria banca

ha fatto male.

Anzi, sto dicendo l’esatto contrario.

Ha fatto bene a cavalcare la moda del momento e le opportunità di questi anni.

Se l’hai fatto anche tu, complimenti!

Sei stato molto capace (e fortunato) perché, con un rischio quasi nullo, hai fatto crescere i tuoi risparmi e hai messo al sicuro il tuo patrimonio per qualche decennio.

“Investire nel 2015 è molto più complicato, se non sai come farlo.”

Non puoi più affidarti alla fortuna, ai consigli di un amico o a un dilettante.

Se pensi che mettere i soldi sotto al materasso non sia ancora una buona soluzione, e se vuoi che i tuoi risparmi siano protetti e non vengano dissolti in pochi anni per colpa:

  • dell’inflazione
  • delle tasse
  • del conflitto di interessi delle banche

leggi questo articolo del mio blog:  “I 4 punti fondamentali per migliorare il rendimento dei tuoi investimenti”.

Troverai una strategia di base per conoscere il ragionamento utilizzato da chi investe in modo razionale, oculato e intelligente.

O vuoi rischiare anche tu di essere considerato affetto da analfabetismo finanziario?


P.S.: Se hai trovato interessante l’articolo:

==> scarica il report gratuito

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Alla tua sicurezza finanziaria.

Luca 

11 Comments

  1. Andrea da Lisca 24 maggio 2015 Reply
  2. Luca Lixi 24 maggio 2015 Reply
  3. Riccardo 15 gennaio 2016 Reply
    • Luca Lixi 18 gennaio 2016 Reply
      • Riccardo 11 marzo 2016 Reply
        • Luca Lixi 11 marzo 2016 Reply
    • D.D 9 marzo 2016 Reply
      • Luca Lixi 10 marzo 2016 Reply
      • Riccardo 11 marzo 2016 Reply
  4. Carlos Casadei 11 marzo 2016 Reply
    • Luca Lixi 11 marzo 2016 Reply

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